giovedì 4 novembre 2010

Piccolino cresce






... E' passata una settimana dall'arrivo del piccolino nella nostra casa, e l'impegno è enorme ma la soddisfazione impagabile. E' così piccolo che ti si scioglie il cuore solo a guardarlo, così buffo e goffo che ci fa fare risate su risate, tenerissimo quando si attacca al biberon e tutti stiamo zitti zitti per ascoltare i suoi gorgoglii soddisfatti... Un po' meno simpatico dovergli ancora far fare i suoi bisogni stimolandolo, e non parliamo poi dei risvegli a suon di miagolii disperati e strazianti verso le tre o le quattro del mattino!!! Mi sembra di essere tornata a quindici anni fa, quando preparavo in piena notte il latte per Silvia.... Vabbeh, passerà... lui crescerà ed io rimpiangerò questi momenti!!!
Non riusciamo ancora a trovare un accordo sul nome... anche perché non sappiamo ancora se è un maschietto o una bambina! Comunque il più gettonato è Tish, o forse Tishy. A me piace come suona... e poi è un nome che parla di fortuna.


Eccolo in cerca di calore tra le pieghe della mia felpa...




...In esplorazione sul mio letto...


... e qui modello marine!!!

...Adesso sta dormendo, nella sua copertina calda cullato dal tic tac della sveglia che gli ho messo sotto il giaciglio. Tra poco gli dò i suoi 20 ml di latte tiepido e spero che stanotte mi lasci dormire!!!....



lunedì 1 novembre 2010

Un gattino neonato senza mamma gatta




Una settimana fa, mentre ero al lavoro, nel corso di un temporale di quelli storici abbiamo sentito un miagolio disperato provenire dal giardino. Stava letteralmente diluviando, e sotto un albero un gattino di pochi giorni lottava per non affogare in una pozzanghera e chiamava disperatamente la mamma che però non si vedeva. Così due persone che lavorano lì lo hanno preso, asciugato, scaldato, mentre io impossibilitata ad aiutarle perché impegnata con i pazienti mi affacciavo ogni tanto a vedere quell'esserino minuscolo che pian piano da sembrare un topino bagnato ha assunto l'aspetto di quel che era, un gattino di pochi giorni, con gli occhi ancora semichiusi, infreddolito e disperato, forse affamato. Pur sapendo che non è il massimo gli abbiamo dato con una siringhina un po' di latte del distributore automatico e quando finalmente è sembrato tranquillo una delle due ha chiamato il suo ragazzo perché la venisse a prendere con il suo trovatello.


Tre giorni dopo Chiara, così si chiama la ragazza che lo ha trovato, mi ha chiesto se potevo aiutarla... lei il gattino per motivi vari non può tenerlo, ed il suo ragazzo che ci ha provato con tanta buona volontà non era in grado di gestirlo per le troppe cure ed attenzioni di cui ha bisogno un gattino così piccolo. Facendone ufficialmente un fatto di opera buona ma gongolando fra me e me le ho detto che me ne sarei curata io insieme alla mia famiglia... e quattro giorni fa un esserino piccolissimo è arrivato ad allargare una famiglia dove da sette anni vive felicissimamente Minou, la nostra adorata gattina nera che per me è una terza figlia.


Come immaginavamo Minou l'ha presa malissimo. Lei, dolcissima ed affettuosa, giocherellona ed allegra, da quattro giorni dimostra sofferenza, ci ha soffiato per due giorni, passa la maggior parte del suo tempo fuori, non gioca, non fa le fusa, non dà i suoi affettuosi bacini rasposi... non so come andrà a finire, io desidero disperatamente che alla fine si abitui e lo accetti, di sicuro per adesso è indispensabile che il gattino cresca e diventi indipendente prima di prendere una decisione. Che spero sia quella, semplicemente, di tenerlo con noi.


Non ha ancora un nome, perché non sappiamo ancora se è maschio o femmina, e perché non riusciamo a trovarci d'acccordo. Chi ne propone uno, chi un altro, difficile trovarne uno che si adatti sia a un maschio che a una femmina e che piaccia a tutti. Carlo vorrebbe chiamarlo, se maschio come sembra sia, Milos. Ma a Silvia non piace, dice che somiglia troppo a Minou e potrebbe essere ulteriore motivo di gelosia. Io ho proposto Lucky, fortunato, bocciato perché "troppo da cane". Altra proposta, che a me non dispiace, è Tish, o Tishi, dalla parola greca (che si scrive in tutt'altro modo ma ha più o meno questo suono) "Fortuna". Nell'attesa, è semplicemente "Piccolino"... e sta impegnando enormemente la mia vita e la mia pazienza. Che sia fortunato ad aver trovato noi, è poco ma sicuro. Però siamo stati fortunati anche noi, per la gioia che ha portato in questa casa.






Eccolo qui, il primo giorno a casa nostra... sperduto, un po' arruffato, un po' puzzolento (non c'è mamma gatta a lavarlo, lo faccio io con un panno in microfibra), così piccolo e tenero ed indifeso che ci ha conquistati tutti... Silvia per prima, che malgrado la preoccupazione per Minou si è sciolta di fronte a questo esserino dolcissimo.






 Il giorno dopo, coccolato da Erika...







L'ora della pappa, momento non facile visto che quasi non riesce ad attaccarsi alla tettarella e cerca, miagolando disperatamente, la morbidezza di mamma gatta.... inoltre, dopo la pappa, perdo un po' di tempo a massaggiargli la pancia ed i genitali perché faccia la pipì e possibilmente anche la cacca, simulando con uno scottex la lingua della mamma, che in natura lo fa continuamente. Dopo, lo lavo delicatamente e lo asciugo. Poi gli faccio esplorare un po' di ambiente, sorvegliando i suoi passi traballanti.



Esplorazione tra i cuscini del divano.... è buffissimo, riesce a malapena a tenersi sulle zampe davanti, ed avanza barcollando come un ubriaco... tanto che un altro dei nomi papabili (se fosse maschio) è Whisky!





Le sue proteste sdentate al momento di tornare nella sua cuccia...




... e alla fine, la rassegnazione.


Ieri sera comunque, dopo quattro giorni, Minou mi ha fatto le fusa, mi ha dato qualche leccatina ed ha giocato allegramente con me... Anche con Silvia sembra meno arrabbiata e malgrado il comportamento molto circospetto sembra che stia ritrovando un po' di serenità... Stamani contrariamente agli altri giorni è in casa, anche se evita accuratamente di salire in camera mia dove invece stava per molto tempo, visto che per ora Piccolino alloggia qui. Quando ci sembrerà il momento giusto proveremo di nuovo a farglielo conoscere,... sperando di non scatenare un'altra brutta crisi di gelosia.


Minou, la nostra principessa... il nostro tesoro immenso. Altro che diamanti e gioielli... in questi giorni i suoi bacini e le sue fusa sono il regalo più bello che si possa ricevere e desiderare.



Nei prossimi giorni pubblicherò altre foto ed altre notizie su Piccolino!







mercoledì 14 luglio 2010

Per te

 Vorrei averlo scritto io. Per te, con cui ho passato più di metà della mia vita, con cui ho costruito giorno per giorno il futuro, con cui ho gioito e sofferto e pianto e riso, con cui ho litigato e fatto pace migliaia di volte, con cui ho viaggiato e sognato e fatto mille progetti, con cui ho voluto e visto nascere e crescere le nostre figlie, con cui ho vissuto le mie e le tue prime rughe, i primi capelli bianchi, continuando a volere questa vita… la vita con te.

"L’amore non è già fatto. Si fa. Non è un vestito già confezionato, ma stoffa da tagliare, cucire. Non è un appartamento "chiavi in mano", ma una casa da concepire, costruire, conservare e spesso riparare. Non è vetta conquistata, ma partenza dalla valle, scalate appassionanti, cadute dolorose nel freddo della notte o nel calore del sole che scoppia. Non è solido ancoraggio nel porto della felicità ma è un levar l’ancora, è un viaggio in pieno mare, sotto la brezza o la tempesta. Non è un "si" trionfale, enorme punto fermo che si segna fra le musiche, i sorrisi e gli applausi, ma è una moltitudine di "si" che punteggiano la vita, fra una moltitudine di "no" che si cancellano strada facendo. Non è l’apparizione improvvisa di una nuova vita, perfetta fin dalla nascita, ma sgorgare di sorgente e lungo tragitto di fiume dai molteplici meandri, qualche volta in secca, altre volte traboccante, ma sempre in cammino verso il mare infinito".


 Michel Quoist

 
"Non camminerai mai da sola…"

 

 

2 risposte a Per te

  1. patrizia scrive:
    bellissime e veritiere parole. ciao cuginetta!
  2. Agnese scrive:
    Ma che meraviglia! Davvero emozionante….. Bellissime parole anche le tue, si sente che le hai scritte col cuore per la persona meravigliosa che hai accanto :)

mercoledì 27 gennaio 2010

La vita è così bella!

E’ una brutta notte… fa molto freddo, piove, e il vento soffia con violenza riempiendo di rumori un po’ sinistri la mia casa addormentata. Come spesso succede quando Carlo non c’è, non riesco a dormire e sono oppressa da brutti pensieri. Così eccomi a scrivere, come facevo da ragazzina per isolarmi dalle cose che non mi piacevano, e come allora cerco serenità nei ricordi di quei momenti che hanno saputo darmi emozione, gioia di vivere, carezze fragili di felicità.
Ho vissuto meno di dieci giorni fa uno di quei momenti, sulla cima di un monte, al di sopra delle nuvole. L’ho vissuto ogni volta che arrivavo in cima ad una pista e guardavo lo spettacolo che mi offriva la montagna. L’ho vissuto ogni volta che ho respirato quell’aria freddissima preparandomi a scendere a valle. L’ho vissuto ogni volta che ho preso la macchina fotografica per fermare quelle immagini belle da stringere il cuore, mentre le dita mi si congelavano tanto da non riuscire più a muoverle.
La montagna… dire che la adoro è dire poco. Adoro la neve, sentirla scricchiolare sotto le scarpe, vederla sfarinare mentre scendo con gli sci o volteggiare e posarsi a decorare tetti ed alberi, adoro l’aria frizzante che ti riempie i polmoni, adoro perfino il freddo che ti arrossa il naso e le mani, e ti congela le orecchie ed i piedi… adoro il vento che ti scompiglia i capelli mentre scivoli sui pendii nel silenzio più assoluto, adoro quello spettacolo magnifico di cui godi a migliaia di metri di altitudine. La montagna, mondo incantato con le sue distese infinite di alberi e rocce, con i suoi prati innevati punteggiati di orme di lepri ed uccelli, con i suoi cieli di un azzurro così intenso da sembrare dipinto; un mondo pulito, silenzio puro, e la mente fa fatica a ricordare che esistono l’inquinamento, l’effetto serra, il buco nell’ozono, quassù puoi credere che siano tutte balle, e puoi dimenticare che esiste la città, l’odore dei gas di scarico, quest’aria frizzante sembra disintossicarti i polmoni e la mente, ha il potere di annullare tutto ciò che di negativo hai lasciato a valle… e non esistono più lo stress del lavoro, la noia di giorni tutti uguali, la stanchezza di una vita troppo frenetica, i piedi mettono le ali ed io… io sono felice, pervasa dalla sensazione di eternità ed immensità che solo la montagna mi sa dare, mentre lo sguardo domina il mondo, vaga fino al mare, ed il cuore mi scoppia per l’emozione di un momento indimenticabile. Sono felice, lo sono stata poche volte in questo modo, è come vivere una piccola fiaba che parla di un mondo popolato di fate, di elfi, di allegri gnomi con cui ballare tra gli abeti innevati, mi sento incredibilmente piccola ed immensa nello stesso tempo e vorrei che il tempo… il tempo si fermasse. Solo per un po’. Il tempo di dire: basta, possiamo ripartire, ho fatto il pieno di gioia di vivere,  e posso di nuovo affrontare il mondo lontano da qui.
Da quanto tempo non mi sentivo così bene? Il tempo sembra essersi fermato, lo spazio non esiste più, un mondo incantato mi aspetta ogni mattino al di là delle persiane di legno, un mondo di alberi ruscelli prati laghi nuvole… un mondo dimenticato, lontano anni luce dalla mia vita di tutti i giorni che pure amo tanto, un mondo nel quale mi immergo e mi isolo come se non avessi mai aspettato altro, un mondo fatto soprattutto di silenzio, un mondo che trattiene il respiro e mi permette di ascoltare me stessa, di sentire il mio cuore e le voci dei miei sentimenti.
Sono felice ogni volta che domino il mondo da una vetta, ogni volta che ne scendo controllando muscoli e sci, sono felice di rialzarmi dopo una caduta, con la neve che si infila dappertutto e Carlo che ride con me. Siamo soli io e lui, soli come non succedeva da vent’anni, e ritrovo lentamente la serena contentezza delle amate banalità… che non ti soffermi mai ad apprezzare abbastanza.
Mi ha fatto bene andare via, mi ha fatto bene stare sola con Carlo, mi ha fatto bene come sempre affrontare la fatica dello sci e la bellezza della montagna… e stasera mi addormenterò con queste belle immagini nella mente, le immagini di questo mondo che amo, perché malgrado i suoi inganni i suoi orrori furori errori, malgrado le sue guerre violenze torture disgrazie, questo vecchio mondo mi piace… questo povero vecchio mondo malato è mio, ed io lo amo.


Mondo ti amooooooooooooooooooooooo!!!