martedì 4 ottobre 2011

Addio ragazza coraggiosa

Anna staccato Lisa non ce l'ha fatta.

Avevo messo il suo blog tra i preferiti e lo leggevo col cuore stretto, addolorata e nello stesso tempo ammirata dal suo coraggio, dalla sua forza, dalla sua ironia, dal suo grande amore per la vita.
Ha lottato fino all'ultimo, senza quasi mai dimenticare di sorridere, di guardare avanti, e scrivendo con il suo solito entusiasmo, appena nove giorni fa, il 25 settembre, della sua intervista a Studio Aperto. E' stato il suo ultimo post.

Era stanca di soffrire, e certo avrebbe voluto che quella incredibile notorietà non fosse arrivata dal suo modo così unico, così incredibile di affrontare la malattia. Ma forse quella stessa notorietà, che ha fatto sì che il suo matrimonio fosse ripreso come un evento straordinario, l'ha aiutata ad affrontare quel momento a cui nessuno di noi è mai veramente preparato, quel momento in cui si è completamente soli, quel momento in cui si abbandona la vita terrena e forse, voglio cercare di crederci ancora, se ne inizia una migliore, dove la sofferenza non è più di casa.



Incollo qui uno dei suoi tanti post, non il più commovente perché lo sono tutti, diciamo uno di quelli in cui traspare in modo particolare quel suo spirito semplicemente unico:


10 agosto 2011

La notte delle stelle cadenti




L'elastomero ed io non siamo molto amici.
Io cerco di essere carina con lui: gli ho messo un bel vestitino di tulle bianco e l'ho attaccato al pigiama con una spilla fatta a fiore (ne ho una blu, una bianca e una rosa... in modo da poterla abbinare ai pigiami...!!!). Lo controllo spesso, ci parlo, ma evidentemente non gli basta perché: - si ferma e non rilascia più morfina; - oppure va a tutta birra e mi fa fare dosi doppie di morfina con il conseguente stordimento che ne deriva. Ecco perché in questi giorni non son stata benissimo: o avevo dolori pazzeschi, o avevo una gran sonnolenza, un gran stordimento e mi ritrovavo a dormire per ore oppure  a dire cose senza senso. Il respiro invece va meglio: ieri mattina ho fatto una passeggiatina con "Qualcuno" da camera mia fino al salottino dove c’è la macchina del caffè. Ah, senza ossigeno, s’intende. Ed è stato emozionante. Stanotte, invece, ho avuto i miei soliti dolori pazzeschi, mentre oggi ho dormito praticamente tutto il giorno. E vabbuò. Elastomero e morfina a parte, le notizie degne di nota sono due: 1)      il mio soggiorno sarà più lungo del previsto. Pensavo/speravo di poter tornare a casa a breve, ma mi sbagliavo di grosso. La faccenda è seria, è grave e non posso continuare a far finta di niente. Ho fatto una chiacchierata importante e chiarificatrice col primario e ho capito che finché la malattia non migliora io rimango qui. E questo può voler dire un mese, due mesi, tre mesi, chissà. Potrei rimanere qui veramente per molto tempo, ma soprattutto devo ANCHE cominciare a pensare che potrei non migliorare (visto che in tre anni di malattia non è mai successo) e quindi potrei finire i miei giorni qua dentro. Con questo non sto dicendo che sto morendo. Non sto nemmeno dicendo che sto peggiorando. Sto solamente dicendo che devo vivere alla giornata e prendere in considerazione tutte le ipotesi: la malattia migliora, la malattia si stabilizza, la malattia peggiora. Devo cominciare a pensare con lucidità alla possibilità di morire e di farlo qui. Così come devo pensare alla possibilità di migliorare e di poter riprendere la mia vita fuori da qua. Nessuno può sapere come starò fra un mese; non lo so io, non lo sanno i medici, lo sa solo Dio. Ma io devo essere preparata a tutto. E credetemi: non è facile. Ho sempre pensato di (chiedo scusa per il gioco di parole) non dover pensare alla morte, di arrivarci naturalmente, a settant’anni, ottanta, novanta… E non mi son mai posta troppe domande, la vedevo come una cosa naturale. Pensare, invece, di morire a 33 anni, in un Hospice e completamente lucida, in testa, con tante cose ancora da fare… beh, credetemi che fa un po’ male. E non fa male solo a me stessa. 2)      in maniera del tutto inaspettata, romantica e commovente… “Qualcuno” mi ha chiesto di sposarlo. Sì sì, proprio così: ho ricevuto una proposta di matrimonio in perfetta regola! Ed è stata una proposta di matrimonio così dolce, così vera, così piena d’amore, che neanche nei miei sogni  di bambina avrei potuto immaginarla. Ovvio che gli ho detto di sì. Ovvio che ho pianto fino a singhiozzare. Ovvio che ho cercato di imprimere nella mia testa e nel mio cuore quel momento per non dimenticarlo mai. Ovvio che allo stesso tempo sono passati dalla mia testolina mille pensieri contrastanti fra loro. Ovvio che lo amo e che lui ama me. Ovvio che mi ha reso felice. Ovvio che ho un po’ paura… Vorrei regalargli un matrimonio normale, ma, per l’appunto, non so se sarà possibile. E allora quando ci sposiamo? BOOOHHH!!! Non lo sappiamo. E non sappiamo nemmeno dove: in Chiesa, come sogno io da sempre, o qui in reparto, visto che è possibile farlo. Ci sposiamo a breve o rimandiamo a più avanti con la speranza di uscire da qui? Boh, ci penserò. E penserò alla mia vita, penserò alla malattia, penserò alla morte, penserò all’amore, penserò al matrimonio, penserò alla mia nuova casa, penserò al futuro. E proverò a vivere alla giornata, ancora di più rispetto a come ho sempre fatto. E non importa se stasera non posso esprimere nessun desiderio: Lassù lo sanno quello che vorrei. Col tempo vedremo e capiremo se sono desideri che si realizzeranno oppure no.






Ciao Anna staccato Lisa..... trasmetti, se puoi, quel tuo meraviglioso coraggio a chi ne ha bisogno adesso.

6 commenti:

  1. molto belle e commuoventi le sue parole...
    Sono sicuro che adesso ci guarda dal cielo!!!

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  2. Credo di capire che la Anna di cui parli sia la stessa persona per cui eri triste e stavi in pena nel tuo post del 26 luglio, come pure nel post precedente. Non riesco a fare altro che unirmi alla tua preghiera perché da lassù riesca ad infondere il suo coraggio a chi è rimasto quaggiù a lottare e a mandarti il mio abbraccio, per farti sentire che ti sono vicina

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  3. Luigi.... io non ne sono sicura purtroppo, ma spero per lei che abbia raggiunto un posto in cui non debba più soffrire.... ed in cui possa fare qualcosa per impedire che altri debbano vivere il suo inferno. Chi ci crede fermamente trova consolazione in queste certezze... io no, ma ci provo.
    Luigina.... no, non si trattava di lei. Lei la seguivo sul blog, sul suo incredibile blog che immagino rimarrà sempre là a testimoniare il suo coraggio e la sua voglia di vivere. Era troppo chiaro come sarebbe andata a finire, ma ho sperato davvero per lei che il destino non le fosse nemico fino alla fine. Non è andata così. La mia pena purtroppo è sempre lì, ancora più profonda perché le cose stanno peggiorando e la giovanissima età in questi casi è molto sfavorevole.... sono molte notti che non dormo, dall'ultima tragica notizia, e che non riesco a trovare nel mio cuore un po' di ottimismo. Per questo non sto più pubblicando niente se non qualche ricetta, e mi sento maledettamente impotente. Ti ringrazio tanto per la solidarietà e mi aggrappo ancora alla speranza che persone come te, che ce l'hanno fatta, riescono ad infondermi con il loro esempio.

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  4. Anna sono molto triste anch'io nel sentirti così addolorata ed in pena ancora per un'altra persona a te cara.Aggiungerò alle mie preghiere anche lei, anche a nome tuo. Se ti va dimmi per favore il nome del blog di Anna staccato Lisa. Non so di quale tipo sia quello che l'ha colpita, ma se vi può dare speranza, proprio nell'ultima regata del Progetto Itaca ho conosciuto una ragazza di 20 anni di Reggio Calabria affetta da leucemia che ha fatto il trapianto di midollo (donatore il fratello)un anno fa ed è clinicamente guarita.La puoi vedere nell'album inserito nel post Un'estate a gonfie vele. Ma la cosa più importante in questi casi è la voglia di guarire e di non stancarsi di lottare e di crederci.

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  5. Spero che sil suo blog resti sempre lì, così com'è, che nessun avvoltoio lo usi a scopo di lucro, che a questo mondo niente più mi stupirà purtroppo, neanche questo.


    http://annastaccatolisa.splinder.com/

    Ciao Luigina, ancora grazie per le tue parole e la tua solidarietà.

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  6. anna cara, so qual'è il tuo dolore, e me ne dispiace, ma spero con tutto il cuore che si possa risolvere. lo sai che esiste un posto dove non c'è più sofferenza e credimi questa giovane donna, è là, dove non esiste nè dolore nè lacrime, ma esiste solo gioia e amore!la tua cuginetta Patrizia

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